Tutto è partito da una curiosità. Dal titolo e da una frase del libro di Elisa del Mese, “Diffidare delle cucine pulite”, che mi ha conquistato per quella sua ironia un po’ irriverente. Ma è stato soprattutto un riferimento a Meursault, tra le pagine del libro, a farmi venire voglia di saperne di più su quel vino e su quel luogo.
Ed è così che sono arrivata, quasi naturalmente, al Château de Cîteaux, nel cuore della Borgogna, a pochi minuti da Beaune. Un piccolo filo che lega un libro a un territorio e che, alla fine, porta a scoprire un luogo che sembra fatto apposta per raccontare il rapporto tra tempo, vino e piacere.
Sotto il castello si trovano le antiche cantine cistercensi del XII secolo, scavate dai monaci dell’Abbazia di Cîteaux per vinificare e conservare i vini di Meursault. Sopra, nel XIX secolo, è nato lo Château, in un curioso e affascinante incontro tra memoria monastica ed eleganza borghese.
Oggi il Château de Cîteaux rinasce per Fontenille Collection, con camere e suite che uniscono il fascino dell’epoca Napoleonica III a materiali naturali, legno chiaro e tessuti raffinati. Ma il vero lusso, qui, è forse più semplice: aprire una finestra e ritrovarsi davanti i vigneti di Meursault.
Intorno, la Côte de Beaune fa il resto, Pommard, Volnay e Puligny-Montrachet. Si cammina tra le vigne, si entra in cantina, si assaggia un vino e ci si ricorda che non tutto deve essere veloce, perfetto o programmato.
Forse è proprio questo il filo che mi ha portato fin qui, la curiosità. Quella che nasce da un libro, passa attraverso un bicchiere di vino e finisce per farti scoprire un luogo.
E il Château de Cîteaux, sotto la sua eleganza, ha una storia che non ha bisogno di essere raccontata troppo, dodici secoli di cantine, sopra un castello, intorno le vigne e, davanti, tutta la Borgogna.









