C’è un angolo di Londra dove il tempo sembra essersi fermato. Una stradina stretta, lastricata e un po’ misteriosa, dove le finestre sono basse, i lampioni tremolano e il rumore della città arriva ovattato, come da un’altra epoca. È qui, a pochi passi dal mercato di Smithfield, che si nasconde The Rookery 1764 Hotel, un piccolo gioiello che sembra uscito da un romanzo di Jane Austen con un pizzico di spirito bohémien.

Appena si entra, ci si ritrova avvolti da un’atmosfera calda e intima: pannelli di legno lucidato, camini accesi, pavimenti in pietra e mobili d’antiquariato che raccontano storie di altri tempi. Più che un hotel, sembra una casa segreta, un rifugio elegante dove il tè profuma di bergamotto e il tempo scorre lento, come una conversazione a lume di candela.

Il quartiere, Clerkenwell, è un mondo a parte: un tempo culla della vita monastica e poi ritrovo di artisti, scrittori e spiriti liberi. Oggi è una fucina creativa piena di gallerie, bistrot e ristoranti che sanno di Londra autentica. È facile perdersi tra le sue viuzze e ritrovarsi poi davanti a una vetrina che profuma di pane appena sfornato o a un piccolo pub con musica jazz in sottofondo.

Ogni camera del Rookery ha un nome che racconta una storia, spesso di qualche vecchio birbante del Settecento che popolava la zona, trasformato oggi in un personaggio da romanzo. E la cosa più bella? Tutto è curato nei dettagli, con quella grazia discreta che solo gli inglesi sanno dosare.

Così, tra un camino acceso e una tazza di tè, Londra si rivela nella sua versione più segreta e affascinante, quella che profuma di legno, di velluto e di tempo ben speso.