C’è un tessuto che, più di altri, evoca immediatamente immagini molto precise, campagne verde bottiglia, gentleman con passo deciso, cappotti impeccabili e un’aria vagamente british. Il Loden, per molti, è questo. Verde scuro, compatto, “da passeggiata nel parco sotto una pioggia leggera”.
E invece, sorpresa, inglese non lo è affatto.
Il Loden nasce tra le Alpi, come tessuto da lavoro e da cammino, trova una delle sue espressioni più autentiche in Moessmer, storica manifattura italiana che da secoli lavora la lana trasformandola in materia nobile, resistente e senza tempo. Un panno compatto, infeltrito, naturalmente protettivo, pensato per affrontare freddo, vento e vita all’aria aperta. Altro che salotti londinesi.
Il colore verde? Arriva dopo. Diventa iconico perché si mimetizza con boschi e prati, perché è pratico, discreto, quasi invisibile. Ed è probabilmente da lì che nasce l’equivoco “inglese”, uno stile sobrio, funzionale, che poi la moda ha trasformato in eleganza senza tempo.
Il famoso cappotto Loden, quello sì diventato leggenda, è solo una delle sue tante evoluzioni. Ma il bello di questo tessuto è proprio la sua capacità di cambiare pelle restando fedele a sé stesso. Oggi il Loden vive nuove storie, più leggere, più ironiche, più libere.
Come quelle delle friulane di sentier in Loden, scarpe nate per camminare, che prendono un tessuto montano e lo trasformano in un gesto quotidiano di stile. Morbide, solide, sorprendentemente chic. Un incontro felice tra tradizione alpina e spirito artigianale italiano.
Il Loden, insomma, non ha passaporto inglese. Ha scarponi, sentieri, boschi e mani che lavorano. Ma proprio per questo, paradossalmente, riesce a sembrare sempre elegantissimo. Perché quando un materiale nasce per durare, la moda non deve far altro che ascoltarlo.
E magari, ogni tanto, smettere di chiamarlo “british”.




