La storia di Land Rover comincia nel 1947, su una spiaggia del Galles.
Maurice Wilks, con un bastone e un sogno, disegna nella sabbia la sagoma di un’idea: un veicolo robusto, capace di arrivare ovunque.
Si ispira alla Jeep americana, ma vuole qualcosa di diverso, qualcosa di più inglese, più autentico, più suo.

Nel 1948 nasce la Serie I, un’auto fatta per i campi, per chi non ha paura del fango né del silenzio.
Un mezzo agricolo, militare, pratico.
Ma, senza saperlo, anche un’icona in costruzione.

Con il tempo quella macchina ruvida impara a vestirsi di classe.
Nel 1970 arriva la Range Rover, il primo fuoristrada di lusso: la forza di un trattore, ma l’eleganza di un club londinese.
È l’inizio di un nuovo modo di viaggiare: senza fretta, ma con stile.

Poi arriva il Discovery, nel 1989, con la sua anima curiosa e il gusto per l’avventura, seguito dal Defender, che rimane fedele alle origini, pronto a tutto — dalle dune del Sahara ai sentieri della Cornovaglia.

Da allora, Land Rover non ha mai smesso di raccontare storie di libertà.
Ogni modello è un capitolo di un romanzo scritto sull’asfalto e nella terra, la Range Rover, con la sua eleganza silenziosa; il Discovery, con la sua voglia di esplorare; il Defender, con la sua grinta autentica.

Ma Land Rover non si ferma al volante.
Vive nei dettagli, nelle capsule collection, nei cappotti cerati e negli stivali infangati che raccontano viaggi più che mode.
È un mondo fatto di pub di campagna, finestre appannate, mappe sgualcite e risate sincere dopo la pioggia.

È un’idea di lusso che non ha bisogno di gridare per farsi notare.
Un lusso che profuma di erba bagnata e cuoio vissuto, di tè caldo e motori che ruggiscono piano.

Perché la vera eleganza, come una Land Rover che percorre una strada di campagna dopo la pioggia, è quella che arriva lontano senza fare rumore.