C’è un angolo di Londra, al numero 89 di Jermyn Street, dove il tempo sembra muoversi con un’eleganza tutta sua. Qui, nel cuore impeccabile di St. James, la storia della profumeria inglese per antonomasia ha avuto inizio nel lontano 1730, quando un giovane minorchino dal nome gentile, Juan Famenias Floris, decise che Londra aveva bisogno non solo di barbe ben rasate, ma anche di un pizzico di profumo mediterraneo.
Il suo negozio nacque come barberia, uno spazio raccolto e ordinato dove arrivavano pettini fatti a mano dall’isola di Minorca, così perfetti da sembrare scolpiti dal vento. Nel retro, abilissime mani modellavano pennelli da barba, spilloni per capelli, spazzolini da denti e persino coramelle per affilare i rasoi. Una piccola bottega, certo, ma già con quell’aura di raffinatezza destinata a diventare iconica.
Da allora, la storia di Floris procede ininterrottamente di generazione in generazione, attraversando tre secoli di mode, monarchi e mutamenti, ma rimanendo sempre fedele a se stessa. Non è un caso se i Royal Warrant, quei riconoscimenti preziosi che solo un membro della Casa Reale può concedere, si sono moltiplicati nel tempo. Il primo arrivò nel 1820, quando Giorgio IV incoronò Floris Smooth Pointed Comb Maker ufficiale di Sua Maestà. Eleganza, dopotutto, è anche prendersi cura di un pettine.
Oggi Floris è l’unica profumeria fornitrice ufficiale della compianta Regina Elisabetta II, e se si passeggia davanti alle sue vetrine si ha l’impressione che nulla sia cambiato. Lo stesso indirizzo, la stessa atmosfera, lo stesso savoir-faire tramandato, con una cura quasi commovente, dalla famiglia Floris, ormai giunta alla nona generazione.
Il catalogo è un viaggio olfattivo che profuma di tradizione e di ricerca: fragranze nobili, saponi vellutati, prodotti per la rasatura dalla manualità impeccabile, e ancora candele pregiate e room spray che trasformano qualsiasi stanza in un piccolo salotto londinese. È facile capire perché tra gli estimatori di Floris figurino nomi come Winston Churchill, Ian Fleming e Marilyn Monroe: personalità di carattere, spiriti raffinati, amanti delle cose belle senza ostentazione.
Il segreto del successo? Paradossalmente, la sua semplicità. Floris non insegue le mode, e forse proprio per questo non passa mai di moda. Le fragranze vengono ancora composte come piccole sinfonie silenziose, un equilibrio perfetto tra arte e scienza, plasmato “goccia a goccia”, come amano dire in casa Floris. Ogni formula è registrata in un grande libro rilegato in pelle, lo stesso che Juan iniziò a compilare quasi 300 anni fa. Ogni profumo, ogni miscela, è una pennellata invisibile su una tela che profuma di eleganza antica e di modernità sottile.
Floris è così, un’istituzione che non ha bisogno di presentazioni, una firma che racconta Londra meglio di qualsiasi romanzo. Una casa che da quasi tre secoli crea emozioni più che fragranze. Perché profumarsi, lo sapeva bene Juan, non è mai solo un gesto. È un modo di raccontare chi siamo. Con discrezione, con stile, con un tocco di eternità.









